Storia di un incontro

Il mio si chiama Oliver. È un meticcio. Ci siamo incontrati circa sei anni fa.

Lui era fermo sulla linea mediana di una strada provinciale. Al buio. Sotto la pioggia. Io ero in macchina verso casa dopo una giornata pessima.

L’ho visto spuntare all’improvviso. Ho inchiodato e l’auto è slittata. Per poco non mi ammazzavo. Quasi mi prendeva un infarto. Sono sceso di corsa in strada con il cuore in gola per lo spavento, ma lui non c’era.

L’ho chiamato. Ho fischiato. Ho guardato sotto l’auto aiutandomi con la torcia dell’iPhone. Nessuna traccia.

A quel punto ho pensato di averlo immaginato, o forse per la stanchezza addirittura sognato.

Stavo quasi per lasciar perdere, ma poi ho sentito un richiamo piagnucoloso. Mi sono voltato ed era lì seduto sulle zampette posteriori sul ciglio della strada. Mi ha guardato con quegli occhi furbetti che ogni volta mi fregano. Tipo dopo un rimprovero. Come quella volta che entrò di nascosto in cucina e fece fuori la crostata che mia mamma aveva preparato per il compleanno di un’amica e aveva lasciato sul tavolo a raffreddare.

Lui mi guardò proprio così, come quella sera. Con la coda scodinzolante ed il musetto ancora sporco di marmellata.

Sapete, il colpo di fulmine esiste. L’ho guardato e ho capito che saremmo diventati amici inseparabili. Che mi sarei preso cura di lui e lui di me. Che ogni volta che sarei tornato a casa sarebbe stato più bello. Ogni passeggiata, ogni libro letto al sole in giardino avrebbe avuto più valore.

Grazie a dio, ci sono sempre state code scodinzolanti e zampette nella mia vita. E per questo mi reputo una persona fortunata. La mia sensibilità la devo a loro. Perché sono loro che ci educano nel modo più duro e primitivo possibile. Ci educano all’amore incondizionato. Quello che non chiede nulla in cambio. A non avere filtri. Al non rancore, al perdono sempre. All’empatia. Ad osservare il mondo intorno e capire cosa c’è che non va da una camminata, un gesto, uno sguardo. A non usare le parole. Alla lealtà e all’onestà.

Ci donano davvero tanto. Ed è anche giusto che a volte siamo noi a fare qualcosa per loro.

Come partecipare alle iniziative di Purina che , dopo “We Are Better with Pet”, dà il via alla nuova campagna di food raising “Inseparabili“, con lo scopo di aiutare a nutrire la felicità di molti animaletti domestici in attesa di trovare una famiglia.

L’iniziativa è promossa per il terzo anno da Friskies, il brand di Purina da anni impegnato in campagne di sensibilizzazione al fianco di ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) ed ha l’obiettivo di riuscire a donare ancora fino a 1 milione di pasti, coinvolgendo tutti gli amanti di animali che potranno contribuire acquistando un prodotto della gamma di alimenti o di snack.

Fate del bene a chi vi vuole bene.

Buzzoole

Autore: uncertomichele

Instagramer, social addicted, devoto alla Apple. Gioca a tennis, ma non si perde una partita di calcio. Attratto dalla bellezza, adora vestire bene e frequentare posti fighi. Alla continua ricerca di novità, è una vittima delle limited edition. Deve avere tutto e nessuno può avere ciò che lui già possiede. Una personalità forte. A volte addirittura ingombrante.

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